source_lasermaker_05Abbiamo conosciuto di persona Simone Nannetti, il vincitore del contest LaserMaker, in occasione della premiazione del suo progetto a Source ed è stata una bella sorpresa (nella foto Simone è a destra con Laura De Benedetto e Roberto Rubini sulla sinistra). Alle prese con un mega trasloco a Parigi, Simone ci ha raggiunti a Firenze per condividere insieme a tutti noi il successo del suo WineTag, un segna-bicchiere originale e dalla forma decisamente inebriante. Per saperne di più sul progetto lo abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato.

Come nasce l’idea di WineTag?
WineTag nasce dall'osservare come, in occasione di aperitivi tra amici o eventi di lavoro, non fossi l’unico a vagare alla ricerca del proprio bicchiere appoggiato chissà dove. Spesso ci ritroviamo a chiedere:"Ma è il tuo?", finendo inevitabilmente per bere quello di qualcun'altro. E così ho pensato a un sistema facile per riconoscerlo, rispetto a quello di lasciarlo in un posto inaccessibile per farlo ritrovare, il giorno dopo, da chi fa le pulizie: una macchia di vino su un tavolo. Una macchia provvidenziale, per una volta!

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Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivere il progetto WineTag?
Non è semplice... Direi: risolutivo, efficace, anti-smarrimento.

Questa vittoria cosa rappresenta per te?
Un segno. Il mio percorso formativo è piuttosto versatile, sia per circostanze di vita sia per i miei molteplici interessi. Di recente mi sono appassionato a un certo tipo di progettazione, complice il fatto di essere diventato trainer autorizzato Rhinoceros (programma di modellazione 3D dagli innumerevoli usi) e l'aver affinato le mie competenze in renderizzazione e 3D Max. Vincere questo concorso mi ha fatto pensare la strada che ho intrapreso va nella giusta direzione. Chi ben inizia... spero continui sempre meglio!

Una laurea in Scienza dei beni culturali e la passione per il design: ci racconti la tua storia?
Il mio percorso è piuttosto poliedrico. Comincia da una forte passione per l'organizzazione di eventi, dal punto di vista dell'ideazione e della progettazione di allestimenti. Un interesse che mi ha portato a lavorare per grandi brand come: Disney, Mulino Bianco, Nintendo, Coca Cola, Winter Games Torino 2006. Contemporaneamente inizio a interessarmi al settore della creazione di eventi culturali, da qui l'esigenza di una laurea per approfondirne l'argomento e le mie competenze. La vocazione alla progettazione, mai sopita, riprende piede man mano che affino le mie capacità tecniche e attualmente si declina sia nell'ideazione di allestimenti (insieme al gruppo SQUARED abbiamo vinto anche il concorso per realizzare l'allestimento della mostra Source 2015) sia in quella di oggetti di design.

Prossime sfide a cui intendi dedicarti?
La vera sfida, ora, è accreditarmi come designer dalla duplice anima, coniugando la mia esperienza nella creazione di allestimenti e il mio crescente interesse per l'oggettistica e il design. Progetti in cantiere ne ho molti, tutti in movimento, come in movimento sono io stesso. Mi sono appena trasferito a Parigi, dove spero di poter ulteriormente espandere la mia rete di contatti e il mio background di esperienze nei due campi di cui ho scelto di occuparmi.

 

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