Ci sono oggetti in cui i confini tra artigianato, creazione artistica e produzione meccanica un po' si perdono. Con le creazioni di Disomologart Lab è così. L'essere pezzi unici progettati per l'arredamento li avvicina all'artigianato, ma il processo creativo che li genera è più artistico che da designer. Però molte persone non considererebbero certo "artistiche" le tecniche di produzione che li hanno creati, né "artista" un creativo con un bruciatore a gas per le mani.

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Umberto Antonelli è a questo crocevia tra artigianato, arte e saper fare tecnico. Frutto anche di una formazione che definisce "autodidatta e stradale", passata per l'Accademia di Belle arti di Carrara come per la fabbrica e soprattutto i viaggi "zaino in spalla" per Messico, Cile, Argentina, Cuba, Siria, Giordania, Tanzania, Kenia, Senegal, Marocco, Canada, Turchia, Europa.. "Durante questi viaggi - racconta Umberto - accumulo informazioni e materiali per implementare la mia ricerca artistica. Essa tende a produrre lavori che testimonino lo smaterializzarsi dell'uomo e degli elementi in cui egli sopravvive. Identità, cultura, cittadinanza, ambiente, verità, arte, mito, religione, si erodono del loro significante e diventano sbiaditi ologrammi in attesa di una dolorosa riconfigurazione".

Da cosa sono inspirati i tuoi prodotti?
Gli oggetti che produco sono frutto di suggestioni che stimolo costantemente frequentando discariche, ferrivecchi, rigattieri, officine, mercati del riuso. Questi luoghi sono pieni zeppi di oggetti che possiedono un'anima palpitante e impolverata che chiede solo di essere scoperta e rivisitata. Altre volte necessitano di essere riesumati dalla disgrazia in cui sono precipitati per transmigrare e innestarsi in qualcosa di completamente diverso dalla funzione per cui erano stati creati. Muovendomi su vari livelli creativi quali la pittura, l'elaborazione grafica, la scultura, la poesia visiva, che vivo con un pathos sicuramente più drammatico, la creazione di oggetti di interior design risente di un'ironia che con gli altri medium difficilmente riesco a cogliere.

Le lampade Ragno e Smeralda

Le lampade Ragno e Smeralda

Quali materiali e tecniche usi?
I materiali possono essere fra i più disparati: legno, ferro, alluminio, acciaio, plastiche, a seconda delle caratteristiche dell'oggetto radiante dal quale si svilupperà il progetto. Per quanto riguarda le tecniche, anche qui esse sono funzionali al tipo di progetto: possono essere utilizzate saldature, smerigliature, fresature, torniture, incollaggi vari.

Un capitolo a parte è il processo di resinatura a caldo: una tecnica che posso affermare di avere letteralmente inventato, che è parte imprescindibile della mia pittura e che ora ho trasportato anche nella elaborazione di oggetti di interior design, in special modo nella creazione dei cappelli per le mie lampade. Essa consiste nel colare una resina termofusibile su una superfice precedentemente pitturata con pantoni, pennarelli, evidenziatori, caricati di pigmenti ed ossidi in soluzione alcolica. Una volta colata, la resina viene stesa in maniera uniforme sulla superfice preparata mediate l'uso di un bruciatore a gas. Il calore sviluppato la scioglie facendo evaporare la soluzione alcolica nella quale sono diluiti i pigmenti che in questo modo virano di intensità creando una patina dai colori acidi, evanescenti.

Flos Parody e una lampada da tavolo

Flos Parody e una lampada da tavolo

Quale oggetto ti rende particolarmente orgoglioso?
Orgoglioso non saprei... Sicuramente sono felice di aver realizzato con lamiere, una pignatta e lattine spiaggiate, Flos Parody, una lampada che è un omaggio ma anche una parodia di quello che è diventata la stupenda creazione dei fratelli Castiglioni: una sorta di must che piace alla gente che piace...

Quale messaggio portano con sé i tuoi oggetti?
Beh non saprei, che il pianeta è saturo forse. O che, come diceva quel tale, "è dal letame che nascono i fior".

Ci racconti quali saranno i tuoi progetti futuri, e come pensi di sviluppare le tue idee?
Per costituzione non riesco ad avere progettalità a lunga gittata. Continuare a creare credo sia il miglior progetto cantierabile. Creare e resistere.

 

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