La seconda edizione della Maker Faire Rome è stata un successo: 90 mila visitatori contro i 35 mila del 2013, l’Auditorium Parco della Musica sempre affollato di persone, ben 15 mila bambini - o meglio Maker in erba - che hanno partecipato a 360 laboratori. E poi circa 600 progetti presentati, Maker di tutto il mondo e tante iniziative collaterali. Ma da un punto di vista prettamente tecnico che "morale" si può trarre dall'evento? Quali passi avanti sono stati evidenziati? Fortunatamente c'è abbastanza carne al fuoco da mantenere attivi i Maker di tutti i settori, quindi niente paura: non ci sarà da annoiarsi da qui al 2015.

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Nel mondo dell'open hardware le parole magiche sono miniaturizzazione e Internet of Things (IoT). Le board Arduino-compatibili diventano sempre più piccole a parita di funzioni oppure più ricche di moduli integrati mantenendo lo stesso fattore di forma. Per fare qualche nome di punta, Arduino ha messo in evidenza Arduino Tre, la nuova board Linux con processore Sitara a 1 GHz, mentre Intel ha puntato su una piccola board Edison che, nelle dimensioni di una schedina di memoria SD Card, racchiude un processore Atom, Bluetooth LE, Wi-Fi e storage flash.

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Le board più piccole sono ottimi candidati per le applicazioni IoT, quando riescono a integrare tutto ciò che serve (moduli GSM, Wi-Fi, GPS e quant’altro) in ingombri molto ridotti. Abbiamo ad esempio visto TarquinioT di Unidata, board di cui possiamo sostituire il processore in qualsiasi momento e dotata anche di un modulo ZigBee, mentre dalla Cina arriva il kit LinkIt One di Seed Studio, studiato anche per le applicazioni di wearable computing.

In campo Internet of Things ha destato interesse anche la francese SigFox, che in alcune nazioni ha realizzato reti wireless dedicate esclusivamente alle applicazioni IoT. Hanno banda molto stretta ma ampio raggio di copertura (10 chilometri per ogni hotspot). Alla Maker Faire Rome c'erano vari moduli per portare connettività SigFox alle board Arduino-compatibili, anche se il debutto effettivo della rete in Italia è previsto per fine 2014 o inizio 2015.

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Il sistema domotico ideato da OpenDomotica, controllabile via Android

Per le applicazioni più classiche resta promettente il campo della domotica: qui l’approccio open source e open hardware farebbe davvero molto bene a un mercato sin troppo statico. Abbiamo avuto come temporanei vicini di casa (o meglio di stand) i ragazzi di OpenDomotica, un progetto tutto italiano che ha già pronto un sistema in cui più nodi di controllo e comando basati su Arduino sono connessi via Ethernet a un PC che coordina tutta la casa. Per ora è un progetto (funzionante), potrebbe diventare magari un kit, l'eventuale salto a prodotto commerciale richiede molti investimenti in certificazioni.

Se invece usate più la stampa 3D che l'open hardware, il futuro potrebbe essere ancora più dinamico. Alla Maker Faire 2013 abbiamo visto tante stampanti 3D derivate da progetti open source come RepRap o Sharebot, versatili ma semplici. Quest’anno le stampanti open hardware a deposizione erano tutte più evolute – da citare ovviamente il debutto di Arduino Materia 101, nata dalla collaborazione tra Arduino e Sharebot – ma soprattutto alcuni modelli di stampanti a stereolitografia stanno entrando nel raggio d'azione del portafogli di noi comuni mortali, con l'Italia in prima linea.

La XFab di DWS

La XFab di DWS

I ragazzi di Lumi Industries intendono bissare il successo di LumiFold e hanno appena presentato in crowdfunding LumiPocket: è una unità più piccola, più economica e progettata con un occhio al design. In ambito commerciale, a Roma faceva bella mostra di sé la XFab di DWS, che già per costi si pone tra il segmento professionale e quello "semipro". Ma soprattutto è previsto per il prossimo gennaio il debutto della XFab Mini: con un prezzo stimato di base di circa 2.500 euro va a fare concorrenza, con le debite distinzioni, alle stampanti commerciali a deposizione “personal” di fascia alta. Era impensabile solo uno o due anni fa.

Mr. Beam Junior

Mr. Beam Junior

E se amate gli strumenti più a cavallo fra digital fabrication e artigianato, alla Maker Faire Rome 2014 non sareste stati delusi. Un bel plotter lasercut a 650 euro (previsti)? Ci hanno pensato i tedeschi di Mr. Beam con Mr. Beam Junior. Junior perché gestisce una superficie di taglio di circa 30 x 20 centimetri e può tagliare solo materiali sottili come la plastica o il feltro (quelli più resistenti li incide). Però sarà junior anche il prezzo di vendita in kit di montaggio, superata la fase post-crowdfunding.

E un tornio a controllo numerico, magari? Crowdfunding completato con successo anche per quello di Makesmith presente a Roma: lavora blocchi di materiale morbido (legno, compensato, plastica, balsa, cuoio, eccetera) grandi al massimo circa 20 x 20 x 5 centimetri.

 

 

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