Una grande attenzione per i materiali e un'altissima cura nella progettazione di ogni singolo particolare dei loro oggetti: sono due caratteristiche che risultano immediatamente evidenti quando si guarda un qualsiasi prodotto di Pecoramello, alias Anna Lisa Pecora e Francesco Mello. Anna Lisa e Francesco sono entrambi architetti ma con "contaminazioni" diverse (ricerca e promozione dell’arte contemporanea per la prima e progettazione tecnico-architettonica nel campo dello spettacolo il secondo) che, combinate, permettono loro di spaziare con competenza dal calcolo strutturale al design e all’architettura d’interni.

Come spiega la stessa Anna Lisa, un loro progetto "nasce sempre da uno slancio artistico, ma in seconda battuta, e prima della fase realizzativa, attraversa necessariamente il vaglio di un’attenta analisi tecnico-ingegneristica. I due approcci al progetto convivono grazie alla specificità professionale di ciascun elemento del team, che diventa supporto e verifica del lavoro dell’altro".

La lampada Rose

La lampada Rose

Da cosa sono ispirati i vostri prodotti?

Ci muoviamo su principi di promozione e ricerca di progettualità e tecnologie sostenibili, basate sull’idea che anche tramite il “design” si possa ricucire il rapporto uomo-natura: attraverso le sue forme, il suo messaggio e il suo processo di produzione e riciclo. Principio informatore del progetto diventa, quindi, l’equilibrio armonico con l’ambiente e il territorio, attraverso un linguaggio formale spontaneo e familiare. (…) La gioia che si prova guardando la natura è procurata dall’equilibrio armonico che si stabilisce tra i diversi elementi e da forme che hanno uno sviluppo spontaneo, guidato solo dalle loro caratteristiche organiche.

E’ chi appunto abita, pulisce, osserva, percorre che dà vita all’oggetto, e il suo rapporto con esso sarà tanto più armonico quanto più la sua forma potrà rispondere con naturalezza al suo carattere. Sentirsi libero in un ambiente chiuso, felice nel compiere gesti quotidiani, riposato lavorando, allegro oziando, sé stesso abitando il pensiero di un altro … è possibile se i nostri confini materiali - come gli oggetti che ci circondano - non ci imprigionano in una realtà estranea, ma riusciamo a percepirli come familiari. In questa sintonia di forme che modellano spazi, ogni cosa troverà il suo posto, ogni funzione la sua giusta-forma, ogni sentimento il suo nido.

Sfogliata

Sfogliata

Di quale oggetto siete particolarmente orgogliosi?

Della lampada Sfogliata. L’innovazione introdotta dal suo progetto non riguarda solo l’aspetto puramente formale, ma in particolare la ricchezza di contenuti concettuali che potrebbero farne il punto di partenza per un percorso di promozione del nostro territorio attraverso il linguaggio del design. (…) Sfogliata nasce dall’idea di mettere in forma un simbolo: un oggetto di design che narra una storia e un territorio, che si fa custode dell’anima di un popolo e promotore dei nostri luoghi. Non poteva che essere una lampada a diffondere questo racconto, condito di stralci di vite vissute, di sapori e di odori, così come non poteva che propagare la sua luce con tutte le sfumature e i differenti caratteri di un popolo dalle mille colorazioni.

Illuminare, evocare, tramandare, affascinare, simboleggiare, promuovere; Sfogliata accende un caleidoscopico panorama di idee e suggestioni e lo si percepisce al primo sguardo. Dalla sfogliatella napoletana eredita la complessità di carattere ora delicato, per l’essenzialità del gesto formale, ora intenso per l’energico dinamismo con cui sprigiona la sua anima illuminante. Arreda e caratterizza lo spazio circostante per la singolarità del suo linguaggio espressivo; è allo stesso tempo capace di dialogare con ogni tipo di contesto per la linearità del suo impaginato formale. Nella versione più grande diventa protagonista, scultura senza peso e allo stesso tempo cuore pulsante e centro di propagazione emozionale prima ancora che di luce.

Sfogliata e il centrotavola Eli al Fuorisalone di Milano

Sfogliata e il centrotavola Eli al Fuorisalone 2014 di Milano

Perché vi siete orientati, dopo tante esperienze, verso il mondo dell'autoproduzione?

Il percorso che ci ha guidati fino alla scelta dell’autoproduzione è stato graduale e quasi naturale. Dopo tanti anni di esperienza nel settore della progettazione architettonica e cantieristica, per caso, la partecipazione ad un concorso di design ci ha avvicinati a questo mondo. Per un gruppo abituato a materializzare le proprie idee, il passo dalla progettazione alla produzione è stato breve.

Come resistere alla tentazione di sperimentare in prima persona le problematiche legate alla realizzazione di un oggetto esattamente come succede in un cantiere? La passione per l’autoproduzione di design, quindi è andata crescendo in modo del tutto graduale attraverso lo studio dei materiali e delle tecniche di lavorazione relazionate all’osservazione della relazione tra estetica e funzione.

Il tavolo Egg

Il tavolo Egg

Quali materiali e tecniche usate, e perché?

I nostri oggetti sono frutto di produzione interamente autonoma e manuale; questo ci consente di controllare direttamente tutte le fasi della lavorazione dalla prima prototipazione alla cura del dettaglio, anche non visibile, nel prodotto finale. Usiamo prevalentemente materie plastiche. Quella che prediligiamo è il polipropilene per le sue elevate caratteristiche tecniche: elevata resistenza al calore, flessibilità a freddo, resistenza agli urti, facilità al taglio.

Cosa ci potete dire dei vostri progetti futuri?

Non possiamo dire di avere un’idea progettuale racchiusa nello scrigno dei desideri, almeno non una sola perché il nostro percorso professionale è in continuo divenire e trae continuamente nuovi stimoli. Gli input che nutrono la nostra fame di creatività sono ovunque, nascosti tra i più semplici gesti quotidiani o raccolti nell’incantevole micro e macrocosmo naturale. La classifica dei progetti spesso agognati è lunga e non sempre troverebbe ragioni più concrete del semplice, irrefrenabile desiderio di creare, di essere per un momento, costruttori di spazi emotivi e attimi gioiosi. Se esistesse un solo oggetto capace di far sorridere anche gli animi più bui, quello sarebbe il primo della lista.

 

 

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