Il web può accrescere la visibilità delle aziende italiane ed educarle a pensare in digitale? Se ne è parlato durante la seconda tappa del roadshow Eccellenze in digitale, iniziativa promossa da Google, Fondazione Symbola e Università Cà Foscari, in collaborazione con Coldiretti e CNA. Il tour, attraverso interventi di esperti nel settore e testimonianze di chi è riuscito ad accrescere il proprio business mediante il web, è stato pensato per indirizzare i piccoli-medi imprenditori ad una maggiore consapevolezza sulle possibilità offerte dal digitale. All'incontro, svoltosi presso lo Ied di Firenze, c'eravamo anche noi e vi raccontiamo un pò com'è andata.

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Il dibattito è stato aperto da Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, dal 2005 impegnata nella promozione e valorizzazione delle aziende italiane di qualità. La fondazione, costituita da circa 150 organizzazioni si occupa di supportare le piccole-medie imprese definendo strategie mirate all'incremento della loro competitività all'interno del panorama economico italiano. Secondo Sturabotti, un paese come l'Italia, ricco di mestieri artigianali e tradizioni, per raggiungere l'eccellenza deve puntare sulle proprie peculiarità e accettare la sfida dell'innovazione affidandosi agli strumenti digitali, gli unici in grado di concedere un futuro all'economia italiana.

L'intervento di Diego Ciulli, senior policy analyst presso Google, ha messo in evidenza come pur essendoci stato, nel 2013, un aumento nella ricerca di prodotti made in Italy da parte degli utenti, allo stato attuale, tra i piccoli imprenditori italiani esista ancora diffidenza nei confronti del digitale. Da un'indagine effettuata da Google infatti, è emerso che, attualmente, solo tre imprese su dieci si affidano al commercio elettronico per la vendita dei propri prodotti e addirittura più del 20% non possiede nemmeno un computer aziendale. Nonostante questi dati sottolinino un divario, anche rispetto agli altri Paesi europei, Google è convinta però di poter ridurre questo gap ponendosi come promotore di una serie di iniziative a favore della cultura del digitale e della valorizzazione dell'eccellenza italiana.

L'incontro è proseguito dando la parola a chi ha intravisto nel web una possibilità per far rinascere la propria azienda e per farsi conoscere: Luciano Ciolfi del Podere San Lorenzo, Stefano Zaccaria e Sergio Fantacci del Gruppo Falegnameria Fantacci Design, Mattia Sullini di Lofo.io e la nostra Laura De Benedetto di Maketank.

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"La piccola e media impresa deve investire sia sul fronte del commercio elettronico, sia su quello della comunicazione online. La rete costituisce una occasione straordinaria per raccontare la forza del prodotto italiano, le sue specificità e, ovviamente, il suo valore". Queste parole, pronunciate da Stefano Micelli, docente di e-business presso l'Università Cà Foscari di Venezia, oltre ad insistere sulla necessità delle imprese italiane di comunicare in maniera nuova il proprio business per poter sopravvivere aprono una discussione sull'importanza del fare e dell'artigianalità che vede come protagonisti Andrea Calistri, Alessandro Colombo, Claudio Gagliardi, Troy Robert Nachtigall e Carmelo Troccoli.

All'interno della tavola rotonda, Alessandro Colombo, direttore di Ied Firenze, si sofferma sull'importanza di fornire alle aziende del nostro territorio strumenti adatti per essere competitive non solo nel prodotto ma anche nella comunicazione. Alla domanda di Micelli: "Come ci si può indirizzare verso una cultura del fare?" il direttore dello Ied risponde che bisogna avvicinare chi progetta ai luoghi del fare: Ied, infatti, crede molto nelle collaborazioni con scuole, distretti, aziende e istituzioni perché è solo "toccando con mano" che lo studente può sviluppare la propria professionalità. Bisogna pensare, creare e soprattutto sbagliare ma sempre all'interno di un contesto pratico.

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L'importanza di mettere a disposizione spazi e ambienti in cui manualità, innovazione e creatività si incontrino viene sottolineata da Troy Nachtigall, uno dei nostri maker. Come designer, Troy crede molto nella possibilità di dare un volto nuovo alla tradizione artigianale abbinandola alle tecniche di produzione digitale. Il digitale permette di dare una seconda vita all'artigianalità, grazie alla tecnologia il vecchio si rinnova, l'oggetto assume nuove forme senza dimenticare la propria storia e tradizione. L'idea però da sola non basta, per funzionare necessita degli strumenti giusti. Per questo bisognerebbe: divulgare un modello di crowdfunding inteso non solo come finanziamento collettivo ma soprattutto come possibilità per avere pubblicità e visibilità, puntare ad una diffusione più capillare sul territorio di spazi come i fablab e scommettere su marketplace che supportino i maker in questo processo rivoluzionario.

Ultimo protagonista di questo intenso dibattito è stato Carmelo Troccoli, segretario nazionale Coldiretti Giovani Impresa. Croccoli pone l'accento su come, ancora oggi, il settore agroalimentare italiano venga preso come esempio di eccellenza dal consumatore mondiale. Però in una realtà in cui il cambiamento è una costante, i gusti evolvono e i consumatori diventano sempre più esigenti, le PMI italiane non possono permettersi di rimanere ancorate al concetto tradizionale di imprenditoria ma devono accettare con coraggio la sfida digitale e affidarsi al web, strumento in grado di metterle al passo con i tempi senza far perdere loro le proprie particolarità. L'evento è poi proseguito con una sessione di confronto sui temi della comunicazione online tra imprese tradizionali e imprese digitali.

A fine giornata rifletto e penso che incontri del genere debbano essere organizzati con più frequenza perchè rappresentano delle opportunità attraverso le quali convincere le imprese dell'importanza di comunicare se stesse in modo nuovo.


RC

Roberta Costantino, siciliana di nascita e toscana d'adozione, ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione a Catania per poi specializzarsi in Sistemi e Progetti di Comunicazione presso l'Università di Pisa. Dopo una parentesi milanese, attualmente è ritornata in Toscana per seguire un master sull'e-commerce. Ha una passione per il cibo, di ogni provenienza, la musica anni '80 e i libri di Ammaniti.

 

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