Concludiamo la carrellata dei vincitori di DesignWinMake 3D Edition con l'intervista a Rosa Topputo di D'arc.Studio. Rosa ha fondato D'arc.Studio con Alessio Tommasetti nel 2007 e partecipato al contest di Maketank con il progetto Cambiami, un originale paio di occhiali trasformista che si è aggiudicato il terzo posto ex aequo, e alla cui ideazione ha collaborato anche Valentina De Santis. Ma vediamo di saperne di più.

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Come è nata l'idea di Cambiami? 

È nata dalla volontà di produrre un occhiale, sia da vista che da sole, che potesse adattarsi al mood giornaliero di ogni singolo fruitore. Quante volte avremmo voluto avere un’intera collezione di occhiali per intonarli al nostro outfit giornaliero? E invece siamo costretti ad accontentarci della nostra monotona e abituale montatura.

Per questa sfida abbiamo scelto di mettere alla prova noi stessi e le nostre competenze nella progettazione di un occhiale personalizzabile al 100%, con il chiaro obiettivo di coniugare la passione per la moda, con la sua continua e inarrestabile evoluzione, e il gusto personale tipico di noi italiani.

Mantenendo fissa una montatura di base e le sue lenti, abbiamo progettato degli elementi accessori che s’incastrassero in modo semplice sulla montatura. Il risultato è un occhiale che in pochi secondi può passare da un design minimale a uno eccentrico e viceversa con una spesa economica irrisoria, in quanto sia le lenti che la montatura di base rimangono le stesse.

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Come nasce D'arc.Studio?

D’arc.Studio (www.darcstudio.net) nasce a Roma, in un torrido maggio del 2007, quando insieme ad Alessio Tommasetti, dopo l’ennesima delusione lavorativa, abbiamo scelto di continuare a sognare creativamente aggiungendo un pizzico di ironia e di critica in più. E abbiamo deciso di fondare uno studio che denunciasse nel nome la volontà di non arrendersi alla realtà: Desperate Architects Rome City, ovvero D’Arc.

D’Arc.Studio è uno studio di architettura che non si limita alla monodisciplinarità, ma si apre alle influenze dell’arte e delle scienze assorbendone ciò che può diventare un tassello fondamentale del progetto. Osserviamo attentamente cosa esiste, cosa potrebbe divenire, e cosa suscita emozione degna di essere studiata e tradotta. Viviamo, non progettiamo. E amiamo coinvolgere i nostri collaboratori nei progetti, come Valentina De Santis nel caso di Cambiami. La nostra idea di lavoro è di apertura e di scambio continuo.

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Cosa significa l'affermazione nel contest DesignWinMake? 

Ci rende felici e orgogliosi, anche perché il riconoscimento arriva da una realtà innovativa come MakeTank. In Italia, la patria del Design, oggi si fa fatica a trovare spazi e persone pronte ad accettare novità e nuovi modi di produzione come in questo caso la stampa 3D. Siamo davvero orgogliosi di far parte di questa squadra.

Perché avete scelto la stampa 3D e quali sono le due caratteristiche che amate di più di questa tecnica? 

Per noi è emblematica una frase del presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “3D printing has the potential to revolutionize the way we make almost everything. The next industrial revolution in manufacturing will happen in America. We can get that done”. La produzione di oggetti attraverso la stampa 3D rende il design popolare, aiuta il progettista a produrre i propri oggetti saltando l’anello più difficile dell’intera catena, ossia l’azienda produttrice che, ovviamente, si occupa di grandi numeri.

Nel nostro progetto la stampa 3D è fondamentale, ci permette di personalizzare l’oggetto quasi in diretta e di creare un nuovo rapporto tra progettista, fruitore e produttore, soddisfacendo esigenze di mercato sempre più varie.

 

 

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