Dopo la vincitrice Sara Barroccu e il secondo classificato Troy Nachtigall, è arrivato il momento di conoscere anche i terzi classificati ex aequo del contest DesignWinMake. Partiamo da Sergio Pedolazzi e dal suo Skiddi.

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Ci racconti come è nata l'idea di Skiddi?

L'idea di Skiddi nasce, come spesso accade, per risolvere un problema vissuto in prima persona. Ero in montagna e con un braccio indolenzito: trasportare gli sci sulle spalle dal parcheggio sino agli impianti di risalita è stato difficile e molto complicato. Pensando a quanto fosse effettivamente faticoso e ingombrante trasportare gli sci in quella maniera, mi sono chiesto se non esistesse qualche dispositivo in grado di agevolare il trasporto degli sci senza fare fatica. Non trovando niente, ho deciso di crearlo da me.

Ho cominciato così a fare i primi schizzi e disegni realizzando prototipi con qualsiasi materiale di fortuna. Avrò cambiato forma e dimensione una decina di volte e con risultati orribili e mal funzionanti finché, leggendo un articolo su un giornale, ho scoperto l'esistenza delle stampanti 3D. È stata la svolta!

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Cosa hai fatto esattamente?

Da ingegnere avevo già dimestichezza con i programmi di modellazione 3D, quindi ho deciso di comprare una stampante open source. Ho cominciato così a dare libero sfogo alla mia fantasia e stampare qualsiasi forma con precisione millimetrica. Ed è nato Skiddi. I primi prototipi erano oggetti funzionali ma non curati sul piano estetico. Ho deciso quindi di chiedere aiuto a Enzo Nesi, product designer; abbiamo lavorato insieme, delineato concept e forme più morbide e compatte arrivando alla configurazione attuale. È stata un’esperienza nuova ed estremamente stimolante!

Cosa significa per te l'affermazione nel contest DesignWinMake?

Quando ho deciso di partecipare al contest DesignWinMake non pensavo assolutamente di qualificarmi, non essendo un designer pensavo che il mio progetto fosse troppo particolare e “fuori contesto”. Invece mi sono reso conto che probabilmente è stato proprio questo aspetto di novità a venire apprezzato e premiato. Credo di essere riuscito a colpire l'obiettivo creando un oggetto di design in un ambito inesplorato come quello degli sci, attraverso un vero e proprio processo di “disruption”.

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Quali sono le due caratteristiche che ami di più della stampa 3D?

La stampa 3D rappresenta per me la massima espressione di libertà, intesa come la possibilità di poter realizzare dal nulla qualsiasi oggetto. Io la considero veramente importante non solo per artisti e designer, ma per tutti coloro che hanno un'idea e vogliono realizzarla. È un’innovazione che ha riscontri a livello globale e, come disse una volta Chris Anderson, “ci fa intravedere un futuro fai-da-te, dove se puoi immaginare qualcosa, puoi anche realizzarla”. Allo stesso tempo, però, credo che la stampa 3D abbia molto a che fare con il ritorno di un passato in cui la tendenza ad “aggiustare” era più forte di quella di “sostituire” il vecchio con il nuovo. Così come una volta guardavo per ore mio padre riparare qualsiasi cosa, oggi posso farlo anch'io con la stessa logica, ma con il vantaggio di usare uno strumento più rapido e preciso, quello della stampa 3D.

La giuria ha voluto premiare Skiddi sia perché non è un accessorio per il fashion ma per sportivi, sia perché risponde a un preciso bisogno e questa è la vera funzione del design. È stata apprezzata molto la professionalità del progettista che ha depositato il brevetto e coperto da copyright l'oggetto prodotto, che inoltre è piccolo, maneggevole e personalizzabile nei colori, quindi perfetto per l'e-commerce.

 

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