d1_2Gli architetti si sa, sono tipi molto creativi e quando a caratterizzarli c'è una (abbondante) dose di curiosità, sono il prototipo del "viaggiatore". Il viaggio da Maker di Daniela Iafrate, ideatrice del marchio DarqCreations e da poco entrata a far parte della squadra MakeTank, inizia a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, dove Daniela è nata, per proseguire a Roma e diventare realtà a Milano un anno fa. Da quel momento Daniela non si è più fermata e le sue creazioni, tra originali geometrie e decori dallo stile decisamente arabesco, puntano verso destinazioni tutte da scoprire.

Ci racconti come è nato il progetto DarqCreations?

Mi è sempre piaciuta la grafica vettoriale e 3D e quando ho scoperto che i miei disegni vettoriali, anziché stamparli su carta potevo vederli realizzati, anche in modeste quantità e senza spendere una fortuna, ho iniziato a fare i primi tentativi utilizzando il taglio laser. Era la primavera 2013. A quel punto, intuita la potenzialità e le infinite possibilità di applicazione, ho iniziato a sperimentarlo con una linea di bijoux in metacrilato, aggiungendo di volta in volta un nuovo tassello, che poteva essere un nuovo materiale o una nuova lavorazione.

La tua prima linea di gioielli ha uno stile arabesco: cosa ti ha ispirato?

Ho fatto i primi tentativi con una linea etnica ispirata ai disegni rupestri e una linea arabesca, su cui mi sono concentrata dopo aver riscontrato l’interesse che aveva suscitato. Difficile non essere attratti da questo stile ornamentale dai motivi fitoformi intricati e dalle linee voluttuose. Mi piace molto il concetto alla base di questa espressione d’arte che s’ispira alla natura (foglie, fiori, rami) e che per ragioni culturali e religiose non è rappresentata in modo veritiero e naturalistico, ma astratto e simbolico. L’uso delle ripetizioni e delle simmetrie, poi, tramuta il tutto in motivi decorativi.

Ci descrivi i materiali che scegli per le tue creazioni e le tecniche che usi?

mix bijouxInizialmente ho usato il plexiglas perché è uno dei materiali più adatti da lavorare con il taglio laser, scoprendone con il tempo i pregi, le potenzialità, ma anche i limiti. Molto interessante per la sua trasparenza e la possibilità di essere piegato a caldo. Possibilità che offre moltissimi spunti creativi e con cui mi sto cimentando per una linea di complementi di arredo.

Dopo il metacrilato, ho iniziato a usare la fibra di legno, il MDF, perché offre una superficie ottimale per essere dipinta.

Per la linea di bijoux uso pezzi tagliati al laser e incisi superficialmente, che poi vengono carteggiati, trattati con base atossica e dipinti con colori acrilici ad acqua. Il risultato è qualcosa di completamente diverso dal metacrilato tagliato e inciso.

Uso pitture brillanti per dare calore e preziosità alle superfici, che spesso illumino con l’applicazione di piccoli strass. Questa tecnica mi sembra particolarmente riuscita nella linea arabesca associata alle sete cangianti, in cui i colori, la brillantezza e i motivi decorativi richiamano l’esotico e il prezioso.

Un altro buon motivo per l’uso della fibra di legno è la sua eco-sostenibilità; deriva infatti da cascami o da scarti di produzione e quindi a basso impatto ambientale. E anche le pitture che utilizzo sono a base di acqua e atossiche.

Cosa rende unico un gioiello DarqCreations?

Sicuramente non è un oggetto omologato e legato alle mode del momento. E’ un prodotto contemporaneo, progettato con software ad hoc e realizzato per mezzo di tecnologia a controllo numerico, ma spesso ispirato a forme del passato e con un consistente apporto artigianale. Io adoro il “crossover”! Mi piace abbinare passato e presente con lo sguardo rivolto al futuro e rendere complementare il lavoro della macchina a quello dell’uomo. O meglio, rendere funzionale il lavoro della macchina alle infinite forme di espressione della creatività dell’uomo.

mensoleHai iniziato a realizzare anche complementi di arredo con il marchio DarqDesign: da cosa nasce questa nuova produzione?

Dopotutto sono un architetto, e naturalmente vado verso questa direzione. Spero di autofinanziarmi con i piccoli oggetti per realizzare quelli via via più impegnativi.

Un oggetto nel cassetto che speri di realizzare presto?

Vorrei sperimentare altre tecnologie e vi anticipo che sto per dare in pasto alla stampante 3D un piccolo progetto. Naturalmente, come ogni designer, più che un oggetto in particolare sono alla ricerca dell’idea che gli altri non hanno ancora avuto: soddisfare un bisogno a cui nessuno ha ancora trovato soluzione, impiegare un materiale o una tecnica in modo innovativo. Insomma, mi stimola la voglia di fare qualcosa di diverso dagli altri (difficilissimo)…altrimenti che gusto c’è?

sara_1Le tue creazioni hanno spesso nel titolo un richiamo al mondo del cinema, della musica - gli orecchini Gatto Nero, Gatto Bianco in onore di Emir Kusturic; la spilla Free-As-A-Bird come la canzone dei Beatles – se dovessi scegliere un testimonial per l’anello Picasso o il bracciale City Landscape chi sceglieresti?

Parto dal più semplice. Per City Landscape sceglierei Sarah Jessica Parker perché è una icona di stile che si associa soprattutto alla città per antonomasia, ossia New York. Per l’anello Picasso, che poi è un Giano-Picasso, quindi bifrontale, la scelta è molto più difficile, il personaggio dovrebbe essere ambiguo, controverso e geniale…. forse Vivienne Westwood.

 

 

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