Come mostrare - pacificamente - la nostra contrarietà ai sistemi di sorveglianza elettronica che controllano le nostre comunicazioni alla ricerca di presunte minacce per la sicurezza? Secondo l'agenzia di design anglo-indiana Superflux un modo è mostrare pubblicamente proprio quei brani di conversazioni digitali di cui le agenzie di sicurezza come la National Security Agency americana sono continuamente a caccia, anche se in effetti sono innocui. Per questo ha progettato Open Informant, un badge da indossare basato su Arduino e dotato di un piccolo schermo E-Ink, affiancato da un'app per smartphone con cui lavora in sinergia.

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Il cuore di tutto è una board Arduino Pro Mini che dialoga attraverso un modulo Bluetooth con l'app installata sul nostro smartphone. L'app a sua volta esamina i nostri scambi di posta elettronica come si presume facciano i programmi di sorveglianza, ossia a caccia di parole chiave sospette. Quando le individua, estrae quel brano del messaggio di posta e lo invia alla board Arduino, che la visualizza sullo schermo E-Ink.

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Open Informant, in ultima analisi, ha un valore simbolico: indossandolo scegliamo di mostrare a chiunque ciò che i sistemi di sorveglianza presumono noi vogliamo tenere nascosto. Ovviamente ciò non ha alcuna conseguenza pratica ma, come spiegano in Superflux: "mostrando in maniera palese ciò che attualmente viene preso con la forza e di nascosto, contestiamo le forme intrusive di sorveglianza che le nazioni democratiche hanno adottato nei confronti dei propri cittadini".

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Al di là delle motivazioni che stanno alla base del progetto, però, è interessante il fatto che tutti gli elementi hardware e software relativi al badge e alla gestione del display E-Ink sono stati resi liberamente disponbili a questo link. Chi voglia realizzare un badge del genere trova quindi una buona dose di lavoro già fatto, dallo sketch Arduino ai vettoriali per tagliare al laser il corpo del badge.

credit foto: Superflux

 

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