Paola Paolini ha studiato design industriale e attualmente lavora nella comunicazione di Roland DG Mid Europe ad Acquaviva Picena, quindi in un'azienda che produce dispositivi per la stampa digitale che permettono di esprimere qualsiasi forma di creatività. Parallelamente al suo lavoro, Paola ha scritto la sua tesi sul design indipendente e l'ha messa anche in pratica progettando e producendo una sua linea di prodotti. Le collane della serie Analogico|Digitale che sono in vendita su MakeTank fanno parte di questa esperienza, sono nate in Roland e concretizzano tre temi importanti per Paola: la tecnologia, il design e l'artigianato.

La sua tesi, “Autoproduzione. Il ruolo del design tra artigianato e nuove tecnologie” parte dall'osservazione che il design indipendente è il passo logico successivo ad altri settori creativi che spesso assumono l'etichetta di "indipendente": la cinematografia, la musica, la produzione editoriale e infine appunto la creazione di oggetti di design.

Paola si è in particolare interessata a come questo fenomeno sia collegato alla disponibilità di nuovi strumenti digitali:

“È evidente come, in qualsiasi ambito essa sia stata praticata, il percorso evolutivo di tale fenomeno sia stato rivoluzionato dalla rete e dalla cultura digitale, che hanno accorciato in modo significativo distanze culturali e produttive. Ho analizzato in particolare il tema dell’ autoproduzione 2.0 nel design, che si esprime e concretizza attraverso le nuove tecnologie di produzione digitale, ossia nuove macchine (stampa 3D, laser cutting, stampa e taglio), all’interno di nuovi spazi di produzione condivisa, i FabLab e i Makers Space, e che si distribuisce attraverso il canale e-commerce.”

Paola non si è fermata alla pura teoria e ha sfruttato appieno le possibilità derivanti dal lavorare in un'azienda come Roland, tra macchine e materiali. I suoi gioielli nascono, infatti, dal riuso di scarti di produzione, un bel modo di dare una nuova vita ai materiali. “Ciò che mi hanno sempre insegnato è avere rispetto per la materia che si utilizza. Ad esempio alcuni dei miei gioielli nascono dal riuso dei materiali con l’obiettivo di ridar loro una nuova vita trasformandoli con rispetto, analizzandone le caratteristiche e valutandone la “ri-lavorazione” più giusta,” spiega Paola.

Auto-produrre, o essere indipendenti, è certamente il cammino più difficile per un designer, ma ha anche i suoi vantaggi. “Sia l’autoproduzione, sia la collaborazione con l’industria, se guidata da personalità e imprenditori “illuminati”, possono essere una risorsa per la crescita di un designer. Ciò che succede spesso è che il designer all’interno dell’azienda non è libero di esprimere la propria ricerca progettuale e per questo sente la necessità di autoprodurre i propri oggetti.” D'altro canto ci sono rischi associati all'essere l'unico responsabile di tutto, dal design alla produzione, dal marketing alle vendite. Paola ammette che i giovani designer spesso iniziano come indipendenti per promuovere sé stessi ed entrare in contatto con le aziende che, poi, potrebbero assumerli proprio in base a queste prime esperienze.

L'esperienza che Paola ha sviluppato sinora è notevole, concretizzata in una serie di collane molto originali e personali. Sono state presentate alla MakerFaire Rome e Paola spiega che la collezione è molto più che semplice gioielleria: “essa si manifesta simbolicamente attraverso un gioiello che racconta le mie radici, i miei valori e le mie visioni.” I pezzi, tutti unici, combinano una parte "digitale" con una "analogica".

“Il progetto ha un valore speciale, perché unisce tre generazioni della mia famiglia. Ho recuperato un disegno all’uncinetto lasciato in eredità da mia nonna, in realtà nato come orlo decorativo da applicare a un lenzuolo per il corredo di nozze, ed ho proposto a mia madre, che sa lavorare all’uncinetto, di riprodurlo. Io l’ho ridisegnato digitalmente, per poterlo tagliare al laser e riprodurre la stessa decorazione della parte fatta a mano. Infine, ho cucito a mano le due parti, con l’obiettivo di raccontare l’unione simbolica tra tradizione e innovazione. È così che, attraverso il progetto amo esplorare le relazioni tra design, artigianato e tecnologia, alla ricerca di un possibile dialogo tra questi ambiti.”

Il lavoro di Paola unisce perfettamente la tecnologia e la produzione artigianale, riutilizza gli scarti in un modo che li rende preziosi, attraverso un processo produttivo molto personale. Sono gioielli con una storia loro propria, presente, ma anche con una storia "dietro" e una potenziale davanti, in svolgimento man mano che Paola si affermerà come designer.

Scegliete uno dei pezzi unici della collezione Paola Paolini Design su MakeTank.

 

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