Cosa succede quando un designer 'generalista' si applica al design di un gioiello? Si ottiene un prodotto diverso, innovativo? Al Triennale Design Museum di Milano, dal 2 luglio al 8 settembre 2013, lo possiamo scoprire in una mostra dedicata al gioiello creato dai designer italiani, a cura di Alba Cappellieri (professore di Design del Gioiello al Politecnico di Milano) e Marco Romanelli (designer e critico).

Alessandro Mendini, Spiritello, 2013, argento

La mostra presenta una rassegna della storia del design italiano attraverso i gioielli, con grandissimi nomi di progettisti abituati a confrontarsi con tipologie di design che vanno dall’arredo all’illuminazione, dal 1950 ad oggi. Ma ci sono anche 18 nuovi oggetti disegnati su invito per la mostra, tutti di designer nati in italia, e volutamente di diverse generazioni. Lo racconta il curatore Romanelli:

L’‘invito a progettare’ appare uno strumento necessario sia per sbloccare situazioni inerziali stereotipate che per scattare un’istantanea in tempo reale di un certo ambito. Nel caso specifico entrambe le ipotesi sono valide. La prima perché oggi come prima, la situazione non appare sostanzialmente modificata: i due mondi, il design e il gioiello, restano, come erano, lontani: ignari uno dell’altro. La seconda perché solo l’invito, nel suo essere mirato, consente di riempire un campo di cui si sono delimitati a priori, scientemente, i contorni: volevamo appunto verificare una situazione molto specifica ovvero la posizione del design italiano nei confronti del gioiello. Abbiamo così deciso di selezionare 18 progettisti che rispondessero ad alcune precise condizioni: essere italiani, appartenere a generazioni differenti, operare come designer a 360°. Se le prime due condizioni sono chiare per default, la terza significa ‘rinunciare agli specialisti’ ovvero a ai jewellery designer. Niente di personale naturalmente contro i “professionisti” del gioiello, ma “applicarsi a tutte le scale progettuali” è una dimensione tipicamente italiana che credo abbia storicamente avuto, e possa ancora avere, una grande rilevanza”.

Interessante la sfida ai designer di muoversi in un campo piuttosto monopolizzato da specialisti, in quanto noi vediamo un parallelo col mondo dei maker: sia in questa mostra che nel mondo dei maker vediamo dei non-specialisti che, per realizzare un'idea creativa, trovano soluzioni tangibili con risultati innovativi spesso proprio a causa della sfida tecnologica o di design. Sorprendente, forse leggermente deludente, il fatto che i progetti in mostra tendono ad essere eseguiti nei materiali tradizionali della gioielleria: metalli e pietre preziosi, smalto, e l'occasionale metallo non nobile o carta. Solo i progetti di Gumdesign (2011) sono in poliammide e PVC, senza tenere conto dei simpatici gioielli in ortaggi di ivdesign.it. Ci sarebbe piaciuto vedere qualche gioiello stampato 3D, ormai possibile sia in PVC che in argento o ceramica, che offre forme impossibili da riprodurre in altri materiali. Invece, troviamo innovazione nelle forme proposte, nonostante i limiti nell'uso - alla fine sono oggetti che devono essere indossati quotidianamente sul corpo, ed è questa la sfida del designer.

Info Mostra:

2 Luglio - 8 Settembre 2013
Triennale Design Museum
Viale Alemagna, 6, Milano
Gratuito

 

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