Spesso il concetto di open hardware viene identificato con un prodotto specifico, quasi "personificato" in un oggetto-simbolo (pensiamo ad esempio ad Arduino) dal quale non ci si deve slegare. Invece l'open hardware è molto più trasversale: è un approccio che può essere applicato in molti modi e le contaminazioni tra "volti" diversi dell'open hardware dovrebbero essere la norma invece che l'eccezione. Pier Calderan rappresenta bene tutto questo: è stato "open" il suo primo passo di creare una board "Arduino-like" ma con caratteristiche specifiche, lo è ancora di più il suo cammino di sperimentazione che va verso altre concretizzazioni open hardware, ossia Raspberry Pi e i mini PC.

Come è nata per te l'idea di creare un "tuo" Arduino?

Per uno come me, che da piccolo smontava la TV di casa per vedere cosa c'era dentro, è normale, in un'era in cui si vive quotidianamente la tecnologia digitale, clonare un circuito elettronico come Arduino, che nasce come open hardware. È stato un gioco da ragazzi creare una mia versione "Pier... duino", cercando di modificare il progetto originale apportando alcune modifiche.

Dove tutto è nato: banco di progettazione di Pierduino

Rispetto al progetto originale hai deciso quindi di seguire una tua strada di differenziazione?

Nella scheda Arduino originale, secondo me, mancava la possibilità di montare direttamente un modem Wi-Fi per il collegamento wireless in rete o ad altri dispositivi. Per cui la scheda Pierduino, senza bisogno di schede aggiuntive, ha già uno shield Wi-Fi incorporato, che con Arduino devi acquistare a parte. Poi, essendo un appassionato di musica e del multimediale, ho pensato di costruire uno shield completo di funzionalità audio MIDI e dotato di un display per poter visualizzare le informazioni direttamente senza bisogno di prendere due shield dedicati. Fare la stessa cosa con Arduino è impossibile. Con Pierduino modulo base e modulo audio/MIDI, in pratica, ti ritrovi con tre shield già pronti all'uso. Sono al lavoro per altri shield molto particolari per Pierduino, che coinvolgeranno anche Raspberry Pi. Ma preferisco, per ora, non anticipare nulla.

In generale, come vedi lo scenario dell'open hardware in Italia?

È il futuro che deve arrivare, con molto ritardo rispetto ad altri Paesi, come al solito. In Italia si vive d'altro, purtroppo. Arduino è un prodotto al 100% italiano ed è un successo mondiale senza precedenti da almeno 6 anni, ma in Italia Arduino sta cominciando a balbettare da poco. C'è qualcosa che non va. Personalmente sono anni che dirigo i miei sforzi a 360 gradi nella direzione della divulgazione e della didattica. I risultati sono abbastanza deludenti, ma non demordo.

Rasperry Pi (courtesy of Switched On Tech Design)

Non è frequentissimo trovare persone che si dedicano sia al mondo Arduino che a Raspberry Pi, come mai hai deciso di ampliare il raggio d'azione delle tue attività?

Il futuro dell'open hardware è sempre più... open. Anche se è oggettivamente difficile costruire di sana pianta un Raspberry Pi, è sicuramente alla portata di tutti la progettazione di schede aggiuntive. Un po' come gli shield per Arduino. In occasione del mio ultimo libro su Raspberry Pi ho aperto anche un sito dedicato. Qui è già possibile scaricare risorse gratuite e trovare molte informazioni, poi verranno presentati nuovi progetti.

Come pensi di muoverti nel prossimo futuro?

In questo momento sto facendo esperienza per il mio prossimo libro del 2014, tutto incentrato nei mini PC. In pratica, un mini PC sta in un pacchetto di sigarette ma ha la potenza di un computer desktop, con la differenza che fa girare un sistema operativo open source Linux o Android e software totalmente gratuiti. Fin qui tutto semplice. Ciò che voglio fare è unire l'open hardware Arduino, Raspberry Pi e schede simili al mondo dei mini PC attraverso miei progetti hardware e software mirati. E anche preferisco non anticipare nulla, per ora...

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