Amir Alizade è un designer che lavora a Milano, le cui opere minimaliste in ceramica sono in vendita in boutique e nei punti vendita dei musei. Ci incontriamo alla Triennale di Milano, dove la sua tazzina-appendino 'coffee hanger' e il portacandela 'partou' - un termine persiano che vuol dire 'raggio di luce' - sono ben visibili in una teca di vetro del bookshop. Ci sediamo nel Design Cafè della Triennale per parlare di come è arrivato in Italia, della sua visione estetica e dei suoi sogni.

Mentre aspetto il mio tè, il discorso cade immediatamente agli oggetti che Amir ha progettato in questi anni - la tazzina-appendino e Tempò, la tazza da tè con timer integrato, sono dei tentativi di portare la cultura iraniana del tè al pubblico italiano? No, spiega Amir, perchè in Iran il tè si fa con il samovar.... E addio alla mia prima idea.

Amir è nato a Tehran nel 1978 e ha studiato design industriale all'università della capitale iraniana. Dopo aver lavorato per qualche anno, nel 2005 si è iscritto a un Master in product design al Politecnico di Milano. L'Italia è una destinazione frequente per i designer iraniani? Secondo Amir lo è certamente Milano: il Politecnico appariva sempre nelle biografie dei designer i cui prodotti ammirava di più - specialmente di quelli che collaboravano con aziende importanti, obiettivo anche di Amir. Dopo il Master, la concorrenza e la crisi hanno reso difficile trovare collaborazioni del genere, ma Amir ha deciso di rimanere in Italia, ottimista nonostante questi ostacoli.

Tempo: tazza da tè con timer, prototipo per un concorso indetto da DesignBoom

Nel 2010, Amir ha fondato un suo proprio studio e ha iniziato a prendere direttamente - e letteralmente - in mano le cose facendo design autoprodotto. Uno dei grandi valori del Made in Italy sta negli artigiani, così Amir ha iniziato a cercare artigiani che collaborassero con lui per realizzare i suoi progetti. Il primo progetto in ceramica che ha concretizzato era una tazza-timer che è stata selezionata in un concorso indetto da DesignBoom sul tema della cucina. Questo progetto era difficile perché Amir doveva ancora trovare l'artigiano giusto con cui collaborare. Non conoscendo nessuno a Milano, ha fatto alcune ricerche online e ha iniziato a lavorare con un eccellente ceramista i cui risultati, però, non erano abbastanza precisi per Amir. Era necessario sviluppare un metodo più di serie per garantire risultati costanti.

Coffee Hanger di Amir Alizade - disponibile su MakeTank

Poco dopo, Amir ha incontrato un artigiano con cui, dice, "si parla la stessa lingua". Il frutto di questa collaborazione sono coffee-hanger, il candeliere partou e il portauovo 'nuovo'. Si tratta di prodotti artigianali fatti a mano, ma partono da un modello digitale tridimensionale. Il design digitale viene usato per produrre un modello in resina, usando una unità CNC, e da questo uno stampo in gesso.

Il modello in resina prodotto con una unità CNC

Amir è sempre un perfezionista e trova che la forma della tazzina sia molto piacevole da usare, ma che il manico, sebbene ornamentale e utile per quando si mette a posto la tazzina, non sia poi così pratico per impugnare la tazzina stessa.

Nuovo Portauovo di Amir - disponibile su MakeTank

Amir è un po' critico anche del secondo progetto della serie, Nuovo Portauovo. Stavolta non per il design per da un punto di vista culturale. Servire le uova sode ancora con il guscio fa parte della tradizione anglosassone che Amir ha vissuto direttamente, quindi è stata una sorpresa vedere che in Italia alle uova sode si toglie il guscio prima di servirle. "Dov'è il divertimento?", si chiede, spiegando che sgusciare un uovo sodo nel minor numero di pezzi possibile è, in fondo, un gioco. Ma c'è il problema di dove mettere i pezzi di guscio, ed ecco che il portauovo quadrato dai bordi arrotondati, concavo giusto quanto basta per contenere un uovo, si apre a scoprire lo spazio per ospitare, appunto, il guscio da eliminare.

La passione di Amir per il packaging

È evidente che Amir ha una passione non solo per il design di prodotto ma anche per il packaging, il che rende i suoi oggetti degli eccellenti regali. Ammette di dedicare al design del packaging tanto tempo quanto alla progettazione degli oggetti. Le scatole sono realizzate apposta e stampate secondo le sue specifiche.

Amir avrebbe potuto scegliere fra tante professioni "visive". Alla domanda su cosa farebbe se dovesse cambiare lavoro risponde, senza un attimo di esitazione: video musicali. E chissà quale impatto avrebbe sul mercato musicale, con la sua estetica minimalista e funzionale!

 

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