Di·segno Design è uno studio creativo di Lucca, in Toscana, che si occupa di progettazione di colore, spazi, decorazioni, e design autoprodotto. Sono conosciuti in Italia per le decorazioni di spazi a mano libero sul muro, eseguito dal giovane team moglie e marito, Silvia Magrini e Stefano Giovacchini, che spesso si trovano su riviste di casa e architettura. Hanno un gusto infallibile che noi di MakeTank apprezziamo al 100%.

Da poco, Stefano si sta dedicando al design autoprodotto. Sentiamo da lui il perchè.

Perchè l’autoproduzione? Quali sono i vantaggi per un designer come te?

La mia formazione è artistica e non tecnica, quindi il mio approccio al design è sempre stato basato sul “saper fare” e sull'abilità manuale. Inoltre la mia prima attività è artigianale, quindi ho esperienza nella produzione di pezzi unici o in serie limitata.

Quando ho disegnato oggetti unici, solitamente ho coinvolto nella realizzazione artigiani locali, e ne ho apprezzato il fatto di lavorare a “chilometro zero”, la possibilità di scegliere i materiali, la cura costruttiva. Inoltre, eliminando i passaggi commerciali che ci sono su un oggetto prodotto in serie prima di arrivare al consumatore locale, i costi sono concorrenziali con l'industria.

Attualmente sono affascinato dalle possibilità offerte dalle tecnologie digitali a basso costo come la stampa 3D o il taglio laser. Grazie sopratutto al mondo dell'open hardware i professionisti e le PMI, realtà a me care, hanno a disposizione mezzi fino a pochi anni fa impensabili.

Penso che poter produrre in proprio una piccola serie, o solo pezzo unico personalizzato e mai uguale, sia una rivoluzione per un designer come me.

Quali macchine usi per i tuoi progetti? Quanto tempo ti ci hai voluto per imparare ad usarli?

Collaboro con artigiani che hanno macchinari e attrezzature professionali “tradizionali”, ma mi appoggio spesso a dei service di taglio laser, sopratutto per il taglio della carta che utilizzo spesso.

Per alcuni pezzi più piccoli e per i prototipi sto utilizzando da circa un anno una stampante 3D Prusa Mendel, la capostipite del progetto open hardware internazionale REP RAP, e della quale sono molto soddisfatto. Utilizzare un oggetto del genere non necessita di competenze solo informatiche, ma anche artigianali. Diciamo che per essere operativo ho dovuto sperimentare circa un mese. Con l'associazione LuccaLUG  (free software e hardware Lucca user group, del quale sono presidente), stiamo costruendo una Prusa i3, l'evoluzione della Mendel, che ha miglior dettaglio e maggior ampiezza di stampa. Inutile sottolinearlo, ma per me l'open hardware è una risorsa enorme!

Stampo prevalentemente con PLA (bio plastica biodegradabile) e spero di poter trovare presto un prodotto anche compostabile.

Progetto con un portatile Apple equipaggiato con Linux e solo software liberi (Blender, Inkscape, Gimp ecc.) e con (tanta) carta e penna!

Qual è per te l’estetica ideale e come pensi che queste tecnologie ti possano aiutare a raggiungerla?

Per me l'estetica ideale è quella che migliora la vita delle persone. L'estetica è un bene di prima necessità, come il pane. In tutti i popoli dove c'è cultura e benessere, l'estetica ha un ruolo centrale. In un luogo bello ci si vive bene, indiscutibilmente. Non credo che la forma non abbia sostanza, o, in altri termini, per me l'abito fa il monaco.

Esempio di decorazioni realizzate con materiali a calce totalmente naturali per una casa privata da Disegno Design.

Nel design, la miglior estetica spesso è quella che ti risolve un problema nel modo più semplice possibile.

Le nuove tecnologie possono permettere che il bello arrivi a più persone, e che il design sia il più democratico possibile. Mi spiego meglio: quando nacque il design industriale, i designer avevano il pensiero utopico di portare il bello in casa di tutti, l'arte alla portata delle persone. Nel tempo il design ha preferito ritagliarsi un ruolo più elitario, e oggi il designer spesso è sinonimo di lusso.

Dove non è riuscito l'industrial design può riuscire il nuovo artigianato digitale, perché si ha la possibilità non solo di avere un oggetto unico ad un prezzo equo, ma di poterselo anche creare sa soli!

Hai appena avviato una collaborazione con uno studio di architettura a Bruxelles; nel passato sappiamo che hai collaborato con aziende toscane per creare progetti… raccontaci del mondo esteso di Di·segno studio creativo e l’importanza della collaborazione nella vita di un designer.

Di·Segno è una realtà piccola, ma dinamica, e siamo sempre stati interessati alle sinergie e alla condivisione delle esperienze. Siamo iscritti e coinvolti in associazioni culturali e spesso collaboriamo con altri  designer o professionisti per partecipare a concorsi di architettura, di design, di arte e comunicazione.

Quando lavoriamo come decoratori, spesso collaboriamo con architetti, e cerchiamo di interpretare e valorizzare il loro linguaggio. Come creativi abbiamo disegnato oggetti ed allestimenti per aziende come Mariplast, Thus o Mammarò.

Attualmente cerco di concentrarmi su due realtà:

  1. la prima la collaborazione con lo studio di architettura ARQEH di bruxelles, per il quale realizzeremo le nostre decorazioni e disegneremo degli oggetti di arredo (autoprodotti), con la prospettiva di creare in futuro un brand di eco-design;
  2. la seconda come socio fondatore e consulente tecnologico/creativo dell'agenzia neo-nata di comunicazione GENAU.

Cosa ti ha colpito di MakeTank e che oggetti hai messo in vendita nella tua vetrina? Come sono nati?

Block Lamp - in vendita su www.maketank.it!

MakeTank è un progetto che investe sulle nuove tecnologie, sulla condivisione e sui creativi. Devo aggiungere altro? :-)

Al momento nella mia vetrina ho una lampada da tavolo, la BLOCK, e un base per notebook da scrivania, entrambi nati con la mia “piccola” stampante 3D e realizzati in PLA. Nel pensare questi oggetti mi sono posto alcune domande sulla stampa 3D “domestica”, tipo: posso usarla per stampare oggetti “finiti”? Quali sono i limiti e i vantaggi di questo strumento? Che tipo di finitura e dettaglio posso raggiungere?

Il risultato sono oggetti “digitali” molto artigianali, che hanno piccole differenze da uno all'altro, dettati dall'auto-produzione, ma che li rendano non meno validi, ma anzi affascinanti perché oggetti unici, simili ma mai uguali l'uno all'altro.

Stampare con il 3D oggi mi ricorda molto quando facevo foto con le primissime macchine digitali, il fascino della scoperta di un nuovo medium, il saper apprezzare il pixel grosso come un chicco di riso: una carica emozionale pioneristica che ritrovo oggi allo stesso modo.

Compra le creazioni di Stefano su MakeTank

 

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