Buona l'iniziativa di aprire al mondo Makers distribuendo i file STL del guscio del Lumia 820, peccato che tecnicamente non siano adatti: il rischio della brutta figura è stato evitato proprio grazie al lavoro della community.

Una grande azienda - Nokia - decide di aprire al mondo dei Makers distribuendo il modello per la stampa 3D di un pezzo di ricambio: il complesso guscio-pulsanti dello smartphone Lumia 820. Di questa iniziativa si è discusso parecchio sul web, sui siti specializzati ma anche, dato che la notizia era curiosa e "di tendenza", su siti generalisti che di solito non conoscono e non trattano queste tematiche. Da parte sua Nokia ha per prima dato molto risalto alla cosa, contribuendo a evidenziare i benefici, che conosciamo bene, della stampa 3D in proprio (o quasi). E per gli ottimisti la scelta di Nokia è andata anche oltre il distribuire gli schemi di un pezzo di ricambio: il dorso dello smartphone è un accessorio, lo si acquista anche semplicemente per averne uno diverso e non necessariamente solo quando si rompe.

C'erano, insomma, tutte le premesse per una storia a lieto fine digitale. Dal sito degli sviluppatori Nokia si possono scaricare i file STL relativi al guscio plastico del dorso del Lumia 820 e quelli relativi ai pulsantini laterali. Questi file possono essere passati direttamente a un programma di design 3D - basta banalmente anche SketchUp, purché dotato di un plugin per l'importazione di file STL - e poi utilizzati per generare i file da dare in pasto a una stampante 3D. L'ideale da Makers è che in questo passaggio si sperimenti modificando il progetto originale e mettendoci del proprio. Anche Nokia ha spinto volentieri in questo senso, invitando i più creativi a raccontare le proprie esperienze.

Tutto bene quindi? È davvero l'inizio della rivoluzione che i siti meno specializzati hanno esaltato cavalcando il fenomeno Makers? Più no che sì. A Nokia va certamente riconosciuto il merito di aver fatto un primo passo verso un modello di produzione che ancora oggi molti pensano vada bene solo per i romanzi di quasi-fantascienza, ma tecnicamente l'idea si è rivelata quasi subito un mezzo autogol. Il problema è che, così come sono, i file distribuiti dalla casa finlandese non permettono a chiunque di realizzare un guscio resistente e funzionante, come invece lasciava intendere tutta l'iniziativa.

Sono stati in diversi a rivelare questa incongruenza. Lo staff di The Verge ha passato i file a due servizi di stampa 3D londinesi (3D Print UK e Inition) ottenendo da entrambi la stessa valutazione: lo spessore del guscio indicato negli schemi arriva in alcuni punti a 0,6 millimetri, troppo poco per produrre un guscio abbastanza resistenza con i materiali e i sistemi di stampa 3D comunemente disponibili. Per questo le parti più sottoposte a sforzo (i pulsanti, le zone del guscio che li circondano e quella superiore su cui si fa forza per smontarlo) si rompono quasi subito. L'opinione sia di 3D Print UK sia di Ignition è che, probabilmente, i file STL distribuiti da Nokia non sono stati pensati per la stampa 3D ma per quella a iniezione.

Qualche perplessità è stata espressa anche sul coinvolgimento di Thingiverse da parte di Nokia: usando una Makerbot Replicator 2 sarebbe possibile, secondo quanto riportato sul sito, realizzare (testualmente) "un guscio meraviglioso che si adatta alla grande". Ma anche su Thingiverse si indica che i file STL sono stati "ottimizzati" e i tecnici consultati da The Verge dubitano che tale ottimizzazione si limiti a qualche dettaglio adattato alle specificità della stampante usata. Inition, peraltro, ha stampato il guscio con una 3D Systems Zprinter 450, che dovrebbe dare risultati decisamente superiori alla Replicator 2.

Comunque partendo dagli STL distribuiti da Nokia un guscio ben funzionante, alla fine, si può davvero ottenere. In questo senso l'analisi più approfondita e pratica l'hanno fatta i belgi di i.materialise, che non solo hanno esaminato i file di Nokia e hanno provato a stamparli così come sono con i materiali più comuni, ma hanno anche testato altri materiali e infine hanno modificato il progetto di partenza fino ad arrivare a una versione perfettamente funzionante. Il filmato qui di seguito mostra le prime prove, con le fragilità descritte prima ed evidenziando come la semplice stampa del guscio in un blocco unico porti ad avere pulsanti inutilizzabili (gli stampatori contattati da The Verge avevano stampato i pulsanti separatamente).

Nokia Lumia 3D Printed Cover from Materialise NV on Vimeo.

Un secondo filmato mostra i risultati ottenuti attraverso la stampa con materiali più complessi, che a volte sono abbastanza robusti ma troppo rigidi. Infine, si vedono le modifiche apportate ai file di Nokia per avere un guscio stampato in blocco unico, resistente ma allo stesso tempo abbastanza flessibile da poter usare i pulsanti di controllo.

Nokia Lumia 3D Printed Cover Part 2 from Materialise NV on Vimeo.

Se si vuole trarre una morale in questa vicenda, probabilmente è quella che i tecnici conoscono da sempre: mai farsi prendere la mano dalla fretta, prima controllare tutti i dettagli e non dare nulla per scontato. In questo caso il rischio della brutta figura è stato frutto probabilmente della poca conoscenza della stampa 3D additiva rispetto a quella da grande scala industriale. A Nokia resta comunque il merito notevole di averci provato e anche, perché no, quello di aver presentato involontariamente una sfida tecnica che il mondo Makers ha risolto giusto con qualche colpo di mouse.

 

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