Un progetto non può partire senza una base economica, ma solo la costituzione contestuale di una community gli dà anche il ruolo di catalizzatore a cascata per altre iniziative simili.

In Italia il 2006 sarà ricordato principalmente per la vittoria ai Mondiali di calcio, ma il 2006 è stato anche l’anno dell’esplosione delle idee. Proprio in quell’anno, infatti, il mondo è venuto a conoscenza di due concetti che potrebbero portare ad una rivoluzione economico-culturale: il crowdsourcing e il crowdfunding. Jeff Howe, giornalista di Wired USA, definisce crowdsourcing un’attività nella quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale (non fisicamente riunita). Una sua declinazione è il crowdfunding, termine coniato da Michael Sullivan lanciando Fundavlog, un tentativo non andato a buon fine di creare un incubatore per progetti ed eventi collegati in vario modo ai videoblog, che offriva tra l'altro un meccanismo online per effettuare in maniera semplice delle donazioni.

Se il 2006 ha dato nuove possibilità alle persone e alle idee, grazie anche alla diffusione e all’utilizzo sempre più ampio di Internet, il 2012 è stato l’anno di CrowdFuture, la prima convention italiana sul crowdfunding, svoltasi a Roma il 27 ottobre, 2012. Durante la conferenza sono stati presentati i vari modelli di crowdfunding da parte dei protagonisti nel settore, gli aspetti più importanti di una campagna, le dinamiche psicologiche e sociali che spingono a donare, gli aspetti regolatori e legislativi più ostici legati all'equity based crowdfunding.

L’evento è stato organizzato dalla società di consulenza Twintangibles e dalla media agency noise3lab, e proprio queste due realtà hanno curato l’ebook “CrowdFuture - il futuro del Crowdfunding”, che si presenta come un manuale in questa materia, trattandone la storia, le caratteristiche, gli aspetti legali ed economici, unite all’analisi delle principali piattaforme italiane e chiudendo con una serie di best practice di riferimento.

Chris Anderson, ex direttore di Wired USA, nel suo Makers (recensito qui) afferma che questi metodi non servono solamente per raccogliere finanziamenti, ma anche per fare ricerca di mercato in quanto fanno emergere una domanda che altrimenti non potrebbe essere individuata in nessun altro modo. Ci troviamo di fronte forse alla forma definitiva di capitale sociale. La riuscita di una campagna di questo genere sta nella capacità di costruire una community attorno all’idea che si vuole perseguire, attivando cosi una rete di collaborazioni che permettano al progetto sì di svilupparsi ma in particolare di essere generativo perché la community, una volta costituita, sarà pronta a supportare, implementare e contribuire a progetti simili. C’è molto lavoro da fare on-line ma anche molto da fare off-line, quindi per raggiungere gli obiettivi non basta scrivere un post in un portale ma bisogna credere in quello che si sta facendo. Alcuni numeri che individuano il fenomeno italiano: i progetti ricevuti dalle piattaforme italiane sono stati 30.000, di cui 9.000 approvati per un valore complessivo dei progetti finanziati pari a 13 milioni di euro (fonte: Analisi delle Piattaforme di Crowdfunding Italiane, Castrataro - Pais, 2012).

Daniela Castrataro, promotrice della convention, definisce il crowdfunding un metodo collaborativo, trasparente e sostenibile. A tali caratteristiche va aggiunto che questa metodologia cavalca la tecnologia e l’innovazione favorendo una crescita intelligente che promuove la conoscenza e l’innovazione come motori della nostra futura crescita, come voluto dal programma EU2020, cardine della sostenibilità a tutti i livelli.

Per maggiori approfondimenti vi rimando alla lettura dell’ebook di Twintangibles e noise3lab ‘Crowdfuture.’

Alessio Barollo si è laureato presso la Facoltà di Architettura per la Sostenibilità dell'Università IUAV di Venezia con una tesi sull'utilizzo di metodologie crowdsourcing per l'architettura. Come architetto crede nella forza della creatività e nelle potenzialità che la Rete ha di cambiare la società attraverso la collaborazione. Twitter: @alessiobarollo

Immagine: presa dall'ebook Crowdfuture

 

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