A novembre 2012 ha avuto luogo la prima edizione di Makers Italy alla Fiera di Rho (Milano). Abbiamo voluto pubblicare un resoconto dell’evento, sia per chi, come noi, non è potuto esserci, sia per aiutare chi pianifica la partecipazione ad una fiera simile in futuro.

Makers Italy - Photo: Paolo "VoIP"

Abbiamo letto sul gruppo Facebook Fabber in Italia, l’opinione di Paolo Mirabelli (alias VoIP)  (che lui stesso definisce “lapidaria e personalissima”) su Makers Italy, che ha suscitato un bel dibattito con un intervento di Massimo Banzi (fondatore di Arduino) che ha annunciato, in anteprima, la “vera” Maker Faire europea prevista a Roma nella primavera del prossimo anno. Proprio pensando a questa fiera, analizziamo cosa, secondo Paolo ed altri interlocutori, è andato bene a Makers Italy e cosa, purtroppo, sarebbe stato meglio evitare. Ringraziamo Paolo di averci permesso di raccogliere ed approfondire il suo commento, che  riportiamo previa sua autorizzazione, aggiungendo conclusioni finali.

“Pochi partecipanti ma si tratta della prima edizione. E c’erano pochissimi Maker con idee innovative... ma magari erano in giro ad aggiornarsi?

Tanti (anche troppi) divulgatori. In dettaglio tra quelli buoni Lorenzo Cantini (di Kentstrapper vedi post ndr) che ha puntato tutto sul far conoscere alla gente il mondo della prototipazione casalinga piuttosto che mettere in vendita il proprio prodotto. Favolosi anche i ragazzi della Unterwelt col loro plotter verticale: idea così semplice da essere GENIALE. Altro encomio va al WASproject per l’idea innovativa (stampante con fresa integrata ndr): nel settore se ne parlava da tempo ma grazie a loro i pensieri si sono concretizzati. Per il resto: acqua calda. Per fortuna che c’era Josef Prusa (uno dei padri della stampa RepRap e dell’Open Hardware ndr).

Aziende: Roland che grazie a Giovanni Re e alla sua voglia di fare ha riunito i maker del forum mettendo a disposizione di tutti la lavorazione con macchine che non sono proprio semplicissime da usare se vuoi raggiungere la perfezione del lavoro finale.

Bravi i ragazzi di Vectorealism disponibili a parlare con un logorroico incallito come me e professionali senza screditare le aziende concorrenti. Allo stesso modo Robot Domestici presenti in uno stand normale con ben otto risorse lavorative per cui tutti, ma proprio tutti, bambini di tre anni inclusi, potevano chiedere ed ottenere assistenza pre e post-vendita, tutte le informazioni specifiche su qualsiasi prodotto e progetto.

Mi spiace per i ragazzi di Thunders Vicenza con un ottimo prodotto ma scarsa comunicazione e condivisione alle spalle per cui spesso li ho visti a giocare da soli allo stand col loro prodotto.

Una tiratina d’orecchie a 3DZ rapid prototyping che hanno messo in vetrina lavori fatti con le system vicino ad una stampante alla portata di tutti lasciando credere ai più sprovveduti che con 2.000€ si potesse produrre un oggetto che richiede, in realtà, ben altri investimenti.

Critico invece altre aziende medio-piccole talmente gelose del loro lavoro da farti vedere solo ed esclusivamente il prodotto finito e fare parole parole senza svelare la ‘magia’ che ci sta dietro. A questo punto rimango cliente dei soliti nomi illustri senza rischiare di prendere un prodotto di terza o quarta categoria.

Nessun elogio alla Fiera di Milano: servizio bar pessimo, tempi lunghi persino per un caffè anche con poca fila e poco attrezzati. Senza la mia pinza multifunzione stavano ancora combattendo con la macchinetta del caffè da supermercato (almeno un grazie potevano dirmelo!).”

Tra i commenti a seguire del post, interessante quello di Giovanni Re:

“Confermo le sue osservazioni e mi auspico di vedere maggior diffusione culturale basata sul fare e sul coinvolgimento come hanno ben fatto i ragazzi di Vectorealism e quelli di Unterwelt. Personalmente sono felice di aver scambiato opinioni ed idee con tanti di voi. Pensavo di poter agire in maniera differente nello spazio Roland ma come primo esperimento sono contento. La trasformazione del hobby in lavoro è un altro tema che è stato toccato ma che bisognerebbe alimentare.”

Subito dopo, lo scoop di Massimo Banzi:

“Vi invito tutti la prossima primavera a Roma alla vera Maker Faire fatta con i veri Maker di tutta Europa. Stiamo per aprire i canali di comunicazione in 5 lingue e stiamo preparando la call for makers. Fare le cose bene, assieme alle comunità di chi le cose le fa davvero, richiede un gran lavoro, ci vuole tempo, sudore ma alla fine cresciamo tutti. Se va tutto come deve iniziamo a creare un movimento Maker Europeo che includa tutti e che ci permetta di diventare un interlocutore del movimento Americano. Arduino è da anni che voleva organizzarla, abbiamo i partner giusti , tutti assieme possiamo fare un gran progetto!”

E le osservazioni finali che Paolo ha inviato in esclusiva a noi di MakeTank:

“Massimo Banzi ha il merito di aver aspettato il giorno dopo per annunciare l'appuntamento europeo a Roma senza aver tarpato le ali al Makers Italy anche se si capisce chiaramente che non lo ha sponsorizzato…

A me non rimane che rimboccarmi le maniche rientrando nel Sud Italia e fare esperienza del know how acquisito ma mi rimane l'amaro in bocca per due motivi:

1 - il grande pubblico ha visto ancora una volta una realtà che assomiglia ad un lattante e non ad un bimbo che cammina verso la meta;
2 - si potevano stringere sinergie importanti invece di rimanere legati al piccolo mondo delle botteghe.”

Da questo racconto emergono, quindi, alcuni elementi critici che riassumiamo per la prossima fiera trasformandole in linee guida del tutto soggettive e che speriamo di integrare grazie ai vostri commenti su nostro blog.

  1. Apertura e networking. Sono elementi che caratterizzano il movimento dei Maker e, per questo, devono caratterizzare anche la presenza degli espositori alle fiere, in termini di approccio dei referenti, del format scelto per i seminari. Obiettivo: creare reali opportunità di scambio e crescita reciproca;
  2. Contenuti di qualità che vanno selezionati accuratamente. Se sono pochi che siano almeno buoni;
  3. Organizzazione e comunicazione. Siamo dei professionisti, facciamolo capire a tutti.
  4. Un nuovo modello economico. Uniamo il commento di Giovanni Re sul fatto che adesso è possibile la “trasformazione del hobby in lavoro” alla delusione di Paolo che ha percepito uno stato dilettantistico del mondo dei maker italiani. La fiera avrebbe dovuto comunicare più chiaramente che il fenomeno dei Maker sta contribuendo a trasformare in modo strategico l’economia anche in Italia.

Per rendersi conto dell’ultimo punto, basta sfogliare il numero di novembre di Wired Italia che analizza il fenomeno dei Maker con le parole chiave Italia, lavoro e iniziativa e con, indovina chi? Massimo Banzi in copertina che parla testualmente di "un'ipotetica terza rivoluzione industriale, quella in cui i nerd ti dicono che puoi costruire qualcosa di straordinario da solo".

Grazie a Paolo Mirabelli e al prossimo resoconto ma… a Roma ci saremo anche noi di MakeTank: promesso!

 

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