MakeTank, dopo aver finanziato un’iniziativa su Eppela, ha partecipato insieme ad un folto pubblico sabato 27 ottobre alla conferenza “Crowdfuture – The Future of Crowdfunding” (http://www.crowdfuture.net/), presso l’Università La Sapienza di Roma.

L’evento intendeva fare il punto e delineare le tendenze future del mondo del crowdfunding italiano, europeo, con Oliver Gajda di European Crowdfunding Network, e mondiale con la presenza del guru Dan Maron, autore di “The Crowdfunding Revolution” (insieme a “The Crowdfunding Bible” scaricabile gratuitamente qui ).

Cosa è emerso dall’incontro? Tante cose che già sapevamo e tante novità interessanti. Vogliamo focalizzarci, però, sugli aspetti che MakeTank condivide con la tematica del crowdfunding che ci sta molto a cuore. MakeTank vede, infatti, nel Crowdfunding (la nostra sezione “ Fund / Finanzia”) l’opportunità concreta perché i Digital Maker con una bella idea ma pochi soldi possano realizzarla. Il crowdfunding, che “è il processo di finanziamento collaborativo tramite cui tante persone ripongono la propria fiducia versando somme di denaro, piccole o grandi per supportare progetti, iniziative o start-up” rappresenta per i Maker il canale privilegiato per raccogliere i fondi necessari per rendere concreta la propria idea. E una volta finanziato e realizzato il prodotto, il Digital Maker potrà metterlo in vendita su MakeTank sfruttando l’onda lunga della promozione in modo integrato nei canali (web, social media, ecc.) e nei tempi (prima, durante e dopo la realizzazione del prodotto).

Torniamo all’event,o che è stato coordinato dalla sociologa Ivan Pais dell’Università Cattolica di Milano e da La Nuvola del Lavoro (che aveva in precedenza indagato sulle dinamiche alla base dei Social Network e dei Business ClubIN) ed è partito con l’intervento del toscano Alberto Falossi fondatore di Kapipal, piattaforma italiana di crowdfunding online già dal 2009 (quando ancora Kickstarter non esisteva). Alberto parte con la forte affermazione: "Tutti hanno bisogno del crowdfunding”. La piattaforma Kapipal è volutamente generalista (già c’erano alcune iniziative verticali per musicisti, inventori, scienziati) perché ognuno di noi può avere dei progetti, dei prodotti ma anche semplicemente delle esigenze quotidiane che, grazie al crowdfunding, potrebbero essere realizzati. Perché il crowdfunding serve a realizzare un sogno che può cambiare la vita di ognuno di noi, chi chiede e chi dona. Come ha dimostrato l’esperienza di @tigella, inviata speciale per #occupychicago (poi diventato #occupywallstreet) grazie ai contributi a titolo gratuito (2.600€) raccolti da alcuni dei suoi follower che la seguivano ed apprezzavano da tempo su twitter. Importante sottolineare un altro slogan di Kapipal: “Your friends are your capital”: bisogna prima investire in relazioni basate sulla fiducia (Trust) e poi in progetti (Startup). Concetto già espresso il 27 settembre 2012 a TechCrunch Italy al Globe Theatre di Roma dal Venture Capitalist Fadi Bishara fondatore di BlackBox, venti anni di esperienza nella Silicon Valley.

Alessandra Talamo, coordinatrice del Master in User Experience alla Sapienza di Roma ci mostra la sua analisi delle dinamiche psicologiche che guidano il crowdfunding, sfatando alcuni miti sullo sviluppo delle pratiche innovative enunciati da Gaudin nel 1978. Non è vero, per esempio, che la teoria nasce sempre prima della pratica perché il crowdfunding nasce come pratica su cui poi si costruiscono delle teorie. Né che le buone idee cambiano il mondo immediatamente, perché il crowdfunding ha un impatto a lungo termine sulla società. Il crowdfunding conferma però l’affermazione dello stesso Gaudin “Innovation is then considered as the meeting point of technological and human factors”. In momenti mutevoli come il nostro conviene adottare un modello organicistico rispetto ad uno meccanicistico, perfetto in contesti stabili (vedi teoria delle contingenze di Burns e Stalker del 1961). Alessandra conia una nuova terminologia trasformando il semplice networking in knotworking, ossia networking attivo basato sulla tecnologia (il web e i social media), sulla comunicazione autentica che coinvolge la folla (crowd) non indistinta ma che possiede bisogni specifici ed è in grado di risolvere problemi concreti grazie al crowdfunding e a sistemi di rewarding basati sulla reciprocità.

Interessanti i concetti alla base dello speech di Markus Lampinen, fondatore di CrowdValley e GrowVC, per il quale il crowdfunding è “Small money, big crowd”. Dato che “No one is as smart as everyone” (nessuno è altrettanto intelligente di ognuno di noi), GrowVC consente a tutti di investire in startup o in settori tradizionalmente riservati agli investitori istituzionali (p.e. nei settori Oil&Gas o Real Estate). Tenendo presente che la ‘gente comune’ possiede oltre 10 volte le risorse del mercato dell’equity investment negli USA (162 B $ rispetto a 12,4 B $).

Questa analisi è confermata dallo studio italiano di Dario Giudici, fondatore di SiamoSoci, per il quale occorre puntare a quei 407 mld € di ricchezza degli affluent italiani adesso gestita dai private banker (settore in cui Dario ha lavorato per 15 anni in precedenza). Se si riuscisse a trasferirne anche soltanto l’1% di questo denaro liquido in startup, sarebbe un aiuto fondamentale per dare il via a tante nuove iniziative imprenditoriali. Se verranno confermati gli sgravi fiscali annunciati dal Decreto Legge n. 179 Restart Italia (19% di prelievo per investimenti mantenuti almeno 2 anni in startup innovative) questo processo risulterà agevolato. Negli USA, afferma Marco Bicocchi Pichi di Symbid, c’è tanta liquidità che cerca opportunità all’estero in cui investire in modo sicuro e garantito. Ma c’è bisogno di un ecosistema connesso perché la gente comune investe soltanto in chi e in cosa conosce e stima. Coinvolgendo startupper, business angel, università e fondi si può davvero creare un ecosistema collaborativo che catalizzi innovazione ed imprenditorialità anche in Italia.

Finalmente si parla, e tanto, di crowdfunding anche in Italia, come dimostra il successo dell’evento Crowdfuture in termini di finanziamento (superata la soglia di 4.000€ su Eppela) e di presenze (non è facile riempire l’Aula Magna della facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma). Adesso si andrà, citando nuovamente Alberto Falossi di Kapipal, verso una selezione naturale delle piattaforme con alcune novità attese a breve. Pensiamo a cosa accadrà quando sarà possibile finanziare un progetto schiacciando un tasto del cellulare. Si porranno le basi per dare vita ad un nuovo sistema economico rivoluzionario proprio come gli strumenti di personal fabrication stanno rivoluzionando il mondo della produzione industriale. Due facce della stessa medaglia che MakeTank mette a disposizione dei Digital Maker per creare in libertà e promuovere in modo ottimale i propri progetti.

 

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